Cos’è il Coaching Non-Direttivo?

Il Coaching Non-Direttivo è uno strumento conversazionale pensato per aiutarti a farti le domande che non ti sei ancora posto e a scoprire percorsi per raggiungere i tuoi obiettivi che non sapevi esistessero.

Ma come funziona davvero?


Nel coaching Non-Direttivo si sfruttano le cosiddette powerful questions, o domande incisive. Un coach si chiede “quali domande ha bisogno di affrontare questa persona per trovare quelle soluzioni che ancora non riesce a vedere?”

Diverso da altre forme di supporto

A differenza della terapia o del mentoring il coaching si concentra sullo svelare nuove prospettive e nuovi percorsi che non pensavi esistessero. Sono queste nuove prospettive a creare quella motivazione unica che serve a raggiungere i tuoi obiettivi.

Decenni di sviluppo e pratica diretta

Il coaching non ha a che fare con energie positive o misticismo. È radicato nelle scienze cognitivocomportamentali e in decenni di framework e modelli di analisi, creati per aiutare individui che hanno le capacità ma sono influenzati dalle proprie credenze e limitazioni percepite.

Miglioramento continuo

Il coaching si è evoluto a partire da varie discipline tra cui psicologia, coaching sportivo e organizzazione aziendale. L’International Coaching Federation (ICF) è stata fondata nel 1995 per creare standard etici e differenziare il coaching basato su dati ed analisi da tanti altri approcci ed usi impropri del termine.

Coaching Direttivo o Non-Direttivo: Perché è importante

Ogni coach è diverso, ma la maggior parte del coaching professionale si posiziona tra i due estremi di un approccio completamente direttivo ed uno completamente Non-Direttivo. La differenza è soprattutto nel come vengono gestiti i consigli diretti e sul chi guida la sessione.

Un approccio completamente Non-Direttivo è raro (e più difficile da eseguire), ma per esperienza sono convinto che utilizzare il più possibile tecniche Non-Direttive sia la forma più efficace di coaching professionale. È così che si crea uno spazio dove possono emergere le vere priorità e capacità di ognuno, andando spesso ben oltre ciò che il coach stesso avrebbe potuto anticipare guidando la conversazione con un approccio più direttivo.

Il coach Non-Direttivo è un esperto del come trovare una soluzione, non del quale essa sia. Ti aiuta a guardarti dentro e trovare le strade che funzionano per te, non per gli altri.

Nel coaching Non-Direttivo il coach diventa uno strumento che usi per analizzare meglio il problema che hai davanti, vederlo più chiaramente e capire quale direzione ha senso per te. Un coach:

  • Fa domande incisive che espandono i tuoi ragionamenti
  • Crea uno spazio in cui scoprire ciò che funziona per te
  • Ti permette di superare quelle limitazioni auto-imposte causate da linguaggio, cultura, influenze familiari ed esperienze personali
  • Ti aiuta a scoprire un percorso verso il successo che non pensavi esistesse, nonostante fosse davanti a te.

Non-Direttivo o Direttivo

Il coaching direttivo è particolarmente utile se stai imparando qualcosa di nuovo, o se vuoi che qualcuno ti guidi passo per passo in base alla propria esperienza.

Con il coaching Non-Direttivo invece sei chiamato a prendere decisioni importanti, scoprire quel potenziale che non riuscivi a tirare fuori e scegliere una direzione che funziona per TE.


Il Non-Direttivo è la radice del coaching

L’International Coaching Federation (ICF), la principale organizzazione globale per la formazione e l’accreditamento dei coach professionisti, è molto chiara sul fatto che il coaching Non-Direttivo sia il fondamento della disciplina

4 tipi di limitazioni che ci creiamo da soli

Un coach Non-Direttivo ti permette di navigare quelle convinzioni che ci limitano e che spesso nascono da esperienze personali, storia familiare, pressione culturale ed uso del linguaggio e di scoprire nuove possibilità che non pensavi esistessero.

Cosa dice la scienza?

Quando apprendiamo da soli l’effetto è molto più potente e il cambiamento che creiamo dura molto più a lungo: “Neurons that fire together, wire together“, neuroni che si attivano insieme, si collegano insieme. Le connessioni neuronali che si formano attraverso la co-attivazione ripetuta di una rete di cellule o basate su informazioni già in nostro possesso creano sinapsi che possono durare per lunghi periodi, fornendo un substrato neuronale per la memoria a lungo termine. NLM

Il potere degli insight


È difficile cambiare prospettiva finché non viviamo quello che nel coaching chiamiamo insight: quel momento ‘aha!’, in cui una persona diventa consapevole di qualcosa che non aveva notato prima e durante il quale si crea un nuovo set di connessioni nel cervello. Queste nuove connessioni aiutano il cervello a superare la resistenza al cambiamento.GWI

Il coach non sarà sempre un esperto nel problema che stai affrontando, ma sarà un esperto nel percorso che puoi fare per arrivare a risolverlo.

Nel mio stile di coaching uso strumenti come

  • Domande Incisive, domande progettate per sbloccare nuove prospettive
  • Analisi del linguaggio, per capire come le parole che utilizzi plasmano la tua realtà
  • Framework per la gestione obiettivi, approcci strutturati per definire e raggiungere i tuoi obiettivi
  • Strumenti di Monitoraggio dei Progressi, metriche chiare per misurare la tua crescita

Powerful questions

Le powerful questions o domande incisive sono lo strumento più importante nella cassetta degli attrezzi del coach. “Questa è una bella domanda” è ciò che diciamo appena prima di quel momento ah-ah!, quando notiamo per la prima volta una nuova direzione per risolvere un problema.

Vuoi saperne di più? Consulta la mia pagina di risorse:

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Parleremo di:

  • Cosa sta succedendo nella tua vita e dove vorresti essere
  • Cosa ti sta impedendo di fare ciò che vuoi
  • Come il coaching può aiutarti (e che aspetto avrebbero le sessioni)
  • Se siamo un buon match per lavorare insieme